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IL PARADOSSO DELLA MATURITA'
Solo i giovani possono fare carriera? Dopo gli “anta” il lavoro è un miraggio? Un libro (controcorrente) sostiene di no. E spiega perché

a cura di Settimanale Gioia n. 10/2006
 

 
UTOPIA IN LIGURIA
Varese Ligure, un laboratorio ideale per studiare le cause della longevità

a cura di National Geographic Italia novembre 2005
 

 
Invecchiare bene

a cura di Cristina Barbera (Anziani Oggi)
 

 
TUTTO PENSIONI
Sportello INPS on line

a cura di INPS
 
  Invecchiare bene  
  Diversi psicologi hanno svolto numerose ricerche per stabilire quali debbano essere le caratteristiche di chi vuole invecchiare bene. Si sono riscontrate alcune caratteristiche che a volte possono sembrare banali ma che invece aumentano la qualità di vita e favoriscono il mantenimento dell’autonomia. Possiamo riassumerle in questo contesto nelle seguenti:
1) Avere un ruolo socialmente utile
2) Fare attività motoria
3) Prevenire le malattie gravi
4) Essere positivi
5) Avere un ruolo importante nella famiglia (accudire i nipoti )
6) Mantenere interessi intellettivi
7) Mantenere ed ampliare relazioni sociali
8) Possedere una tranquillità economica
Queste azioni mirano a rallentare il decadimento delle funzioni, potenziare le capacità residue, motivare la persona ad essere soggetto attivo del proprio vissuto.
Rallentare il decadimento delle funzioni significa sopperire alle perdite con l’allenamento e quindi esercitare il proprio corpo nella sua interezza sia fisica che intellettiva (memoria, apprendimento e attenzione).
Potenziare le capacità residue significa imparare a rilevare le proprie carenze e trovare i giusti meccanismi di compenso. Un esempio frequente riguarda la perdita dell’udito o della vista. Potenziare le capacità sensoriali conservate può essere utile per supplire quelle mancanti.
Infine motivare la persona spingendola a non lasciarsi andare nelle difficoltà ma ad imparare a reagire senza opporsi, accettandosi e rivalutando il positivo.
Per riuscire a seguire queste condotte di vita occorre a volte un appoggio familiare ed in taluni casi l’aiuto di psicologi o assistenti sociali. Molto spesso invece l’individuo riesce a far fronte al suo decadimento rivalutando le proprie risorse, stimolato da organizzazioni ed associazioni operanti sul territorio. Instaura così nuovi rapporti sociali, nuove amicizie e nuovi interessi che lo portano, pur avendo superato i “60”, a vivere una vita nuova più ricca e più gratificante della precedente.
Ho visto tante persone trasformarsi dall’oggi al domani e le ho accompagnate lungo il cammino:
ma quello che più mi affascina del mutamento è cogliere nelle persone la sensazione piacevole

quasi catartica della scoperta di un nuovo modo di vivere.
 
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